In data 14.04.2020 ho raggiunto il Grado Leggenda su Hearthstone per la prima volta in assoluto! Sono davvero immensamente felice per tale traguardo così tanto ambito e desiderato dopo cinque anni di gioco! Ovviamente sono stati anni con diversi alti e bassi, come qualsiasi altra mia passione preferita anche per Hearthstone ho picchi incredibili di voglia e momenti in cui la sento meno. Detto ciò, per me è importante mantenere sempre attiva l’attenzione sul videogioco e devo dire di averlo sempre seguito quotidianamente quasi, in modo per esempio da completare le missioni giornaliere ogni tre giorni. Premesso che per me Hearthstone è “il videogioco”, quasi non lo definisco tale alle volte essendo un gioco di carte digitale, è talmente forte quello che mi trasmette che si differenzia da tutti gli altri titoli del mondo videoludico in modo netto. È l’unico ad “accompagnare” i miei pensieri durante le mie giornate al di fuori dei momenti stessi in cui ci sto giocando veramente. Un altro punto molto importante è la mia affezione all’universo immaginario di Warcraft, in quanto Warcraft III è stato il mio primissimo videogioco in assoluto al mondo e l’ho completato almeno una quindicina di volte da bambino avendo a disposizione pochissimi titoli alternativi all’epoca. Tornando al discorso principale, il raggiungimento del Grado Leggenda ha cambiato radicalmente il mio modo di approcciare Hearthstone, mi ha seriamente liberato dalla leggera frustrazione di un obiettivo quasi sempre sfiorato ma mai conseguito. Ormai da anni seguo solo il Formato Selvaggio, “Wild” in lingua inglese, per motivi ben definiti. Innanzitutto non sopporto minimamente perdere la possibilità di utilizzare carte a cui mi sono legato nel tempo e non comprendo per quale motivo debbano sparire dalla circolazione forzatamente. Tenendo conto che possiedo quasi tutte le carte fin dalle prime espansioni, sarebbe uno spreco non utilizzarle, detto in modo molto blando. Ci sono davvero mille motivi per cui preferisco giocare in Wild, l’ultimo che voglio elencare è che sostanzialmente ci sono carte davvero troppo belle e assurde in tale Formato, le prime espansioni uscite sono state incredibilmente “rotte” come si dice in gergo, nel senso che sono state troppo sbilanciate in quanto ricche di carte troppo forti rispetto a quelle uscite gli anni successivi. Ho utilizzato il mazzo Even Shaman a partire da Grado Bronzo 10 fino al Grado Leggenda, in modo particolare la versione “Splitting Axe” che pubblico qui sotto con uno screen. È significativo il punto di vista tecnico per un perfezionista come me, ho giocato interamente da iPad durante questa stagione tenendo sempre al mio fianco l’iPhone con la guida al mulligan di TempoStorm per le diverse classi. In aggiunta mi è utile tenere aperta la lista del mazzo che sto giocando. Devo dire di essere estremamente soddisfatto per aver capito che la semplicità è fondamentale, il miglior modo di giocare per quanto mi riguarda è il medesimo usato per tale stagione che ho appena descritto poco fa, di conseguenza senza usare Tracker per le vittorie o sconfitte, senza Deck Tracker completi da computer. A maggior ragione mi diverto di più tenendo allenata la mente, per me stesso o in ottica di un torneo. Per le prossime stagioni che verranno non ho particolari obiettivi, mi piacerebbe dedicarmi anche all’Arena, modalità a cui ho sempre dedicato troppo poco tempo. Arrivando alla conclusione, mi auguro con tutto il cuore che Blizzard continui per tantissimi anni a supportare Hearthstone perché per me è speciale!












